Natale 2024
Non ha rilevanza che vi descriva cosa ho sperimentato nel
mio Getsemani, mentre invece è importante che accenni a quell’ ESSENZIALE
INVISIBILE AGLI OCCHI CHE NON MI HA MAI LASCIATO SOLO. La consapevolezza di
quanto la mia Famiglia abbia sofferto e sia stata unita, custodita nel cavo
della mano di DIO: tutto questo è stato l’ossigeno che ha attraversato i miei
polmoni spenti in quei giorni di tenebra e paura. Lo smarrimento di fronte alla
possibilità di perdersi, gli abbracci serrati a suggellare un’intimità che non
può tradursi in parole, gli occhi velati di pianto e di speranza, le carezze
tra i capelli mentre appoggiavo la testa sulle loro spalle, qualcosa che va ben
oltre la capacità personale di amare. Come ha detto una mia Amica carissima non
mi ha salvato solo la tecnica di chi mi ha operato e assistito ma è stato l’abbraccio di DIO.
E allora vorrei davvero che in questo Natale ognuno si
sentisse a casa non solo nell’ambito della propria Famiglia, ma fosse pervaso
dal quel flusso di Amore che dissipa la paura del domani, lo sconforto della
solitudine, il timore di non arrivare in tempo. Basterà liberare verso gli
altri un po’ dell’amore che abbiamo dentro, un saluto, una carezza, un
abbraccio, una preghiera silenziosa.
Ho spostato il
telo della Grotta ma non eri lì,
né tua Madre né
tuo Padre
ho rovistato
nella paglia
guardato nella
mangiatoia
non mi ero
accorto che ti tenevo in braccio in fasce
solo allora
hanno suonato le campane
E’ Natale!
Riconoscenti e con l’Affetto di sempre
CarloAliceCeciliaPatrizia
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